sabato, ottobre 30, 2004


Ma... hai lasciato il blog aperto!

Questa tecnicamente sarebbe una occupazione di blog, e in rete capita ;P
Siccome non sono una stronzona, lascio una traccia del mio passaggio, ma non tocco niente :)

Buon fine settimana!




Noazemi | 11:13 | commenti (2) | permaloso



 

mercoledì, ottobre 27, 2004

un metapost astioso, sconnesso e fintoaltisonante nel pieno del mio stile
L'invidia è una brutta bestia

e io le tengo testa. Sono orOra venuta a sapere di questa iniziativa e sinceramente più che essere felice ed affascinata da tutto ciò, orgogliosa di far parte del fantastico meraviglioso fafafafafa-mondo dei bloggers, ho provato quel che si suol definire un travaso di bile. Che per me non è una cosa tanto rara direi. Sì, sono una donna che fa sangue amaro per la felicità altrui, diiiiio come sono cattiiiiva. Ciò che io penso è: ma la gente che ha scelto questi blogs era letterariamente qualificata? Perchè far scrivere dei racconti quando invero un blog è spesso un atto narcisistico che tende a far scaturire la parte peggiore se non inventata di sè? Oppure, perchè non scendono nei bassifondi e non cercano qualcuno che abbia una capacità di esprimere i propri pensieri non contaminata dalla celebrità e dalla possibilità di avere un dominio proprio? C'è gente che scrive decisamente bene qui in giro, e me ne sono avveduta spesso, che riceve quattrocento visite scarse al mese e pochi, pochissimi commenti. Ma tralasciando la questione popolarità che è decisamente un problema ostico e pieno di spine, passiamo alla domanda estemporanea che mi sorge in questo momento nel cervellino: quanti di quei post dal mondo tanto amati sono scritti di getto sul pannello di controllo di splinder (per chi abbia ancora un account splinder ovviamente) o sul programma del cazzo che non so come si faccia a fare per scrivere un blog sul proprio dominio? Sono io l'unica che non si prepara i post da giorni, che non li gesta e che corregge solo gli orrori di battitura (perchè di grammatica sappiate che io non ne faccio, e se li faccio vado a rintanarmi sotto il letto succhiandomi il pollice destro)? Perchè sono stata io il dannato decimillesimo visitatore di questa stupida pagina? E, infine, sono tanto noiosa? No, dico, lo sono? Se sei arrivato fin qui a leggere vuol dire che non ti fa fatica no? Ma in fondo ho sempre ritenuto che ricevere improperi e critiche è davvero molto più utile e costruttivo che essere lisciati da viscidi e stupidi complimenti. Noa fai schifo, iea!

e ora per favore, lasciatemi a Werther, l'uomo che portava una giacca azzurra e un panciotto dorato. Neanche il classico ramarro fucsia a pallini verdi potrebbe tanto!



Noazemi | 15:47 | commenti (12) | permaloso



 

venerdì, ottobre 22, 2004

Sullo smembramento cerebrale delle nuove leve

Ho appena appreso da uno dei miei informatori che in data odierna nella mia gloriosa ex-scuola in fase di ristrutturazione si effettuò la prima assemblea. Alle mie ingiurie nei suoi confronti sul fatto che l'avesse disertata addusse una scusa ignobile seguita dall'argomento dell'assemblea stessa. Naturalmente i cari rappresentanti uscenti tra cui il Morfo, mio ex-compagno-di-classe, per nulla scossi dai casini dell'anno scorso hanno deciso di mantenere basso il livello come al solito: tale Angeladelgrandefratello che parla ai gggiovani del rapporto tra media e gggiovani. Oh, qual sublime idea quella di mettere in cattedra un'assoluta incompetente & tendenziamente ignorante che cerca di educare e far evolvere i cervellini di una massa informe di gggiuovinetti strepitanti et urlanti che tutto farebbero per apparire cool agli occhi di una tale celebrità. Sì, davvero un'idea brillante, come dire.


Noazemi | 13:45 | commenti (11) | permaloso



 

domenica, ottobre 17, 2004

Vagabondo

Bah che vita. Sono Millenni che non scrivo qualcosa di decente e/o originalmente partorito dai miei logori neuroni. Analizzando logicamente i miei processi mentali sono giunta alla conclusione che non v'è logica in me, quindi, niente analisi logica nè men che meno grammaticale visto che sto perdendo l'uso della lingua italiana e anche delle altre, le quali (immaginatemi come quel simpatico alieno monocolo e tripode di Lilo & Stitch che possiede ben tre lingue, ma io dovrei averne quattro) si attorcigliano e formano un interessante guazzabuglio culturale. Tra l'altro stanotte, inebriata dai fumi, ho sognato in inglese e mi sono svegliata pensando in inglese e ciò non è affatto una buona cosa [oioi, orOra non riuscivo a scrivere "sprecare" perchè non mi veniva in italiano]. Non è una buona cosa perchè in primis io non studio inglese et in secundis denota schizofrenia e schizoqualcosaltro, insomma instabilità mentale. Che poi non è che sia una gran scoperta questa. Ma vogliamo parlare del Molise? Io so a malapena che esiste, pur essendo molto vicino alla mia regione, e mi sembra un posto sfigatissimo. Senza offesa per i molisani eh! Ma perchè dovrei discorrere sul Molise? E Flavia Vento allora? Il baluardo della GAD (che se fosse stata GDA, ovvero grande e democratica alleanza faceva anche più poetico)? Finirà che anche il più comunista di noi terroni voterà lega se quella continua a dire cazzate politicheggianti in tv. Bah, che vita.

de puta madre


Noazemi | 23:41 | commenti (10) | permaloso



 

sabato, ottobre 16, 2004

DeviantART
(ovvero uno stupido tentativo di emulare Eriadan nella narrazione delle mie sventure)


 Come devo fare con deviantART? Sigh & sob, sono peggio della burocrazia!
(Però bisogna anche considerare che l'ho disegnato sulle mie ginocchia mentre sedevo al computer.)

Noazemi | 16:54 | commenti (6) | permaloso



 

mercoledì, ottobre 13, 2004

Mon Dieu

Portata a farmi del male dal simpatico gionni, ho messo anch'io ShinyStat. Dopo, quanti giorni? tre? quattro? questo è il risultato:
69 de puta madre io ODIO VISCERALMENTE 69 de puta madre, che c'entra con me?
masturbazione tra ragazzi va bene che in fondo siamo tutti un po' lascivi qui in giro, ma mi pare di essere una donna... vabbè forse la differenza è difficile da comprendere per l'utente medio di internet, in fondo basta che respiri
portacenere beh, ok normale, il titolo del blog, chiaro. Ma chi è il pazzo che scrive "portacenere" su un motore di ricerca? lo stesso che voleva sapere cos'è una padella romana?
sigaretta spenta idem come sopra, non amo ripetermi
tecniche "telaio artigianale" EH?!?
tecniche di masturbazione santa pace, spero che pensasse al libro quando l'ha scritto
testo chemical brothers hey boy hey girl hey girl, hey boy, superstar deejay, here we go! (non che sia molto impegnoricercato)









Noazemi | 21:30 | commenti (7) | permaloso



 

lunedì, ottobre 11, 2004

penso che dieci ore di lezione di fila siano davvero troppe. penso che l'eloquenza delle immagini sia la migliore per descrivere tutto ciò.

Noazemi | 19:40 | commenti (7) | permaloso



 

giovedì, ottobre 07, 2004

dei colloidi e dell'uso del termometro
(yeah, mama, this must be my dream)

ho il naso gocciolante e tappato, mal di testa e relativi fratellini alla gola e alle ossa. naturalmente tutto ciò si accompagna a splendide giornate di sole pseudoprimaverile e similmente calde. mia nonna dice che è stato proprio il sole perchè succede anche a mio nonno così (ma io non mi ero mai accorta di far parte di una famiglia di vampiri, mah). c'è gente che non vede l'ora di ammalarsi per poter stare a casa tutto il giorno a ciondolare. direi che questa gente non ha capito un cazzo della vita. non ce lo possiamo permettere e poi ad ogni nuovo raffreddore se ne va sempre una minima dose di olfatto. mi ricordo una lezione di chimica risalente all'ormai remota seconda liceo il cui l'Unica ci spiegò i miscugli e le sospensioni e in particolare i colloidi. pensare che tutti gli esseri viventi sono colloidi fa un po' schifo e sembra anche una brutta offesa. ho la febbre. bah.

dov'è quella lettera?



Noazemi | 15:39 | commenti (9) | permaloso



 

lunedì, ottobre 04, 2004

Allora. Lo hai fatto tante volte, non è che questa ti sembri poi così particolare no? Hai semplicemente cambiato strada, invece di andare a destra ora vai a sinistra. Esci di casa alle otteunquarto pacificamente pensando come sia bello prendersela con calma. Passeggi per il centro come non hai mai fatto. Appena svoltato l'angolo... La catastrofe. La scena che ti si para davanti somiglia tanto alle distribuzioni di cibo in tempi di guerra e/o ad una più pratica bolgia infernale; corpi che si accatastano davanti ad una bacheca nella fiocaluce di un neon, capelli, profumi fruttati, piercings, trucco lebbra cazzo, tutto insieme inunminuscolospaziovitale si accalcano per vedere l'orario il loro futuro insomma. 86327 sigarette fumate nel giro di due ore attendendo la lezione di italiano guardando facce sconosciute e conosciute, gente che mai avresti pensato di poter rivedere, accenti esoticocantilenosi. Isola di pace un momento proustiano: la brioche. Al bar ti dicono che è l'ultima, sono le novemmezza, peccato che a dirtelo sia un vecchio dalle unghie lunghe. Al primo morso un'ondata di scuola ti assale giusto per ricordarti che non sei più lì. E poi lezione.

Noazemi | 16:37 | commenti (6) | permaloso



 

photoblog

dada


Per lanciare un manifesto bisogna volere: A, B, C, scagliare invettive contro 1, 2, 3, eccitarsi e aguzzare le ali per conquistare e diffonder grandi e piccole a, b, c, firmare, gridare, bestemmiare, imprimere alla propria prosa l'accento dell'ovvietà assoluta, irrifiutabile, dimostrare il proprio non-plus-ultra e sostenere che la novità somiglia alla vita tanto quanto l'ultima apparizione di una gallina dimostri l'essenza di Dio.
Scrivo un manifesto e non voglio niente, eppure certe cose le dico, e sono per principio contro i manifesti, come del resto sono contro i principi (misurini per il valore morale di qualunque frase). Scrivo questo manifesto per provare che si possono fare contemporaneamente azioni contradittorie, in un unico refrigerante respiro; sono contro l'azione, per la contraddizione continua e anche per l'affermazione, non sono nè favorevole nè contrario e non dò spiegazioni perchè detesto il buon senso.
DADA non significa nulla.
Se lo si giustifica futile e non si vuol perdere tempo per una parola che non significa nulla. Il primo pensiero che ronza in questi cervelli è di ordine batteriologico: trovare l'origine etimologica, storica, o per lo meno psicologica. Si viene a sapere dai giornali che i neri Kru chiamano la coda di una vacca sacra DADA. Il cubo e la madre di non so quale regione italiana: DADA. Il cavallo a dondolo, la balia, doppia conferma russa e romena: DADA . Alcuni giornalisti eruditi ci vedono un'arte per i neonati, per altri santoni, versione attuale di Gesùcheparlaaifanciulli, è il ritorno ad un primitivismo arido e chiassoso, chiassoso e monotono. Non si può costruire tutta la sensibilità su una parola, ogni costruzione converge nella perfezione che annoia, idea stagnante di una palude dorata, prodotto umano relativo.
L'opera d'arte non deve rappresentare la bellezza che è morta. Un'opera d'arte non è mai bella per decreto legge, obiettivamente, all'unanimità. La critica è inutile, non può esistere che soggettivamente, ciascuno la sua, e senza alcun carattere di universalità. Si crede forse di aver trovato una base psichica comune a tutta l'umanità? Come si può far ordine nel caos di questa informa entità infinitamente variabile: l'uomo? Parlo sempre di me perché non voglio convincere nessuno, non ho il diritto di trascinare gli altri nella mia corrente, non costringo nessuno a seguirmi e ciascuno si fa l'arte che gli pare. Così nacque DADA da un bisogno d'indipendenza. Quelli che dipendono da noi restano liberi. Noi non ci basiamo su nessuna teoria. Ne abbiamo abbastanza delle accademie cubiste e futuriste: laboratori di idee formali: forse che l'arte si fa per soldi e per lisciare il pelo dei nostri cari borghesi? Le rime hanno il suono delle monete. Il ritmo segue e il ritmo della pancia vista di profilo.
Tutti i gruppi di artisti sono finiti in banca, cavalcando differenti comete. Una porta aperta ha la possibilità di crogiolarsi nel caldo dei cuscini e nel cibo. Il pittore nuovo crea un mondo i cui elementi sono i suoi stessi mezzi, un'opera sobria e precisa, senza oggetto. L'artista nuovo si ribella: non dipinge più (riproduzione simbolica e illusionistica) ma crea direttamente con la pietra, il legno, il ferro, lo stagno, macigni, organismi, locomotive che si possono voltare da tutte le parti, secondo il vento limpido della sensazione del momento.
Qualunque opera pittorica o plastica è inutile; che almeno sia un mostro capace di spaventare gli spiriti servili, e non la decorazione sdolcinata dei refettori degli animali travestiti da uomini, illustrazioni della squallida favola dell'umanità .Un quadro è l'arte di fare incontrare due linee, parallele per constatazione geometrica, su una tela, davanti ai nostri occhi, secondo la realtà di un mondo basato su altre condizioni e possibilità. Questo mondo non è specificato, né definito nell'opera, appartiene alle sue innumerevoli variazioni allo spettatore.
La spontaneità dadaista.
L'arte è una cosa privata. L'artista lo fa per se stesso. L'artista, il poeta, apprezza il veleno della massa che si condensa nel caporeparto di questa industria. È felice quando si sente ingiuriato: una prova della sua incoerenza. Abbiamo bisogno di opere forti, dirette e incomprese, una volta per tutte. La logica è una complicazione. La logica è sempre falsa. Tutti gli uomini gridano: c'è un gran lavoro distruttivo, negativo da compiere: spazzare, pulire. Senza scopo nè progetto alcuno, senza organizzazione: la follia indomabile, la decomposizione. Qualsiasi prodotto del disgusto suscettibile di trasformarsi in negazione della famiglia è DADA; protesta a suon di pugni di tutto il proprio essere teso nell'azione distruttiva: DADA; presa di coscienza di tutti i mezzi repressi fin'ora dal senso pudibondo del comodo compromesso e della buona educazione: DADA; abolizione della logica; belletto degli impotenti della creazione: DADA; di ogni gerarchia ed equazione sociale di valori stabiliti dai servi che bazzicano tra noi: DADA; ogni oggetto, tutti gli oggetti, i sentimenti e il buio, le apparizioni e lo scontro inequivocabile delle linee parallele sono armi per la lotta: DADA; abolizione della memoria: DADA ; abolizione dell'archeologia: DADA; abolizione dei profeti: DADA; abolizione del futuro: DADA; fede assoluta irrefutabile in ogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneità: DADA.
(Tristan Tzara, 1918)









ciarpame








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Il Drago Mercurio


Il Togut


Sailor Marx


Charlie's Engels



















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