![]() |
|
Il malditesta come marchio di fabbrica Ci sono famiglie che per generazioni si trasmettono oggetti, generalmente stronzate preziose quali orologi, spille, arazzi, case, castelli. Mi ricordo anche una puntata dei Simpson in cui Marge consegnava a Lisa la sua trapunta di famiglia in modo che la piccola rompipalle dai capelli a punta vi giustapponesse il suo quadrato puffoso e ricamato. La trapunta alla fine, se ben ricordo finiva bruciata o distrutta in qualche modo dalla paranoia della bimba gialla. Infatti gli oggettucoli tramandati di generazione in generazione (tra i quali figura anche un bracciale in oro bianco, zaffiri e brillanti donatomi dai miei gentili nonni il giorno del mio diciottesimo e che io userò mai) finiscono per caricarsi di cotanto significato che finiscono per essere inutilizzabili per paura di perderli, romperli e quant'altro. Poi ci sono altri segni distintivi della famiglia, quali nei, tratti somatici e affini che sono più facilmente distinguibili e difficilmente possono essere lasciati in cassaforte per paura che li possano rubare. Poi c'è roba ben più grave come le svariate malattie fisiche e mentali ereditarie di cui non parlerò per non diffamare la mia famiglia. Noazemi | 22:25 | commenti (17) | permaloso
Allora, questo è il nuovo Splinder. Ieri notte non mi andava di accendere il computer, per cui ho scritto 'sta roba che per onore filologico riporterò pari pari. Conditio sine qua non Perché nonostante tutto può dirsi una delle più belle serate della mia vita. Il titolo è uscito a caso dai fumi dello spumante che sapeva di mosto che ho bevuto però. Io, travestita da bella femmina, che incontro Vito e conosco Tom, e poi pare che abbiano ammazzato uno a Bari vecchia, di nuovo. Io che perdo la voce e fumo al freddo in minigonna e che mi faccio scoprire così stupidamente. Io che chiarisco, che faccio piangere, che abbraccio. Che bevo cinque spumanti di fila rubando i bicchieri a chi se n'è andato. Io, che scrivo a penna su un volantino dell'UDU mai distribuito mantre il letto mi chiama. Io che penso a lui. Io. Ora, vista e considerata la serata surreale, vorrei aggiungere un paio di note fatte a mente più o meno fresca (nonostante la nausea continui a perseguitarmi, ma non è una novità): Noazemi | 15:35 | commenti (10) | permaloso
Fenomenologia dei Cavalieri dello Zodiaco - Parte Prima
Hanno sempre fatto parte della mia vita, in fondo. Mi ricordo innumerevoli azzuffate all'asilo con "i maschi", identificantisi nella persona del fidanzato di classe ma che stava più di tutte con Chiara, su quale ne fosse la vera sigla (la lotta era tra "Pegasus verrà...", "Sooooooooono i Cavalieeeeeeeri de-ello Zooodi-a-co" e "SonoiCavalieri dellò Zodiacohannonomimportanti sono grandiefortieròi"). Poi l'oblio, un'intera generazione assorbita dalla passione per i Power Rangers e Sailor Moon. Ma poi ultimamente mi è capitato, nei momenti in cui vogliadistudiaresaltamiaddosso, di beccarli alla tv. E dunque ho deciso di tediare il nessun lettore con un'esegesi accurata di ciascuno dei personaggi principali, così, tanto per fare qualcosa. Noazemi | 14:18 | commenti (10) | permaloso
All animals are equal but some animals are more equal than others Oioioi, sono entrata in paranoia pensando al Natale. Quando proverò l'ebbrezza dello stato spiraliforme di questa città in quel periodo ci farò un post. Ora che ci penso è un ottimo momento per un bello stream of consciousness da sobria. O forse dovrei andare a bere un po' di quel vino che ho visto a tavola ma è meglio di no, anche perchè penso che l'Augusta Genitrice se lo sia scolato tutto e poi ho mangiato l'uva e l'idea di berci del vino sopra mi schifa. Ci vorrebbe un cervelletto, sì, quel cosino tanto dolce quanto nauseante ma buono che quando lo bevi ti fa venir voglia di vomitare ma ti lascia un sapore dolcissimo in bocca buono e ti sale subito in testa. Alcolizzata. Non so, il mio cervello corre più veloce del normale ora, ho paura di sprofondare nell'angoscia senza senso. Oh bene, i leninisti del circolo operaio chiamano, non rispondo, quelli ti si appiccicano e anche se cono comunista pure io c'è un limite. E poi quel giornale che comprammo alla manifestazione se l'è preso Claudia e io neanche l'ho letto, potevamo farci quattro risate sulla concezione del mondo di costoro che credono che La condizione della classe operaia di Engels sia ancora valida, che poi in fondo lo è non so. Noazemi | 21:16 | commenti (2) | permaloso
Spinnen Già il fatto che stia cominciando ad usare le gonne in occasioni normali mi spaventa. Stamattina, ubriaca di freddo, fumavo una sigaretta davanti alla facoltà, semisconvolta dalla lettura del capitolo XXXI dei Promessi Sposi, attendendo di imbaccellarmi a tedesco ascoltando Herr Pirro re dell'Epiro che dondola le zampine seduto sulla cattedra. E lì un pensiero mi ha fulminata: li rivoglio. Rivoglio la mia classe. Rivoglio i miei amici. Rivoglio il mio ultimo banco vicino alla finestra. Rivoglio i miei professori. Rivoglio il mio florido stupidario. Rivoglio il mio diario. Rivoglio il corridoio e il bagno delle ragazze, coi poemi scritti sui muri e la nebbia del cambio dell'ora. Rivoglio le micropalestre e il loculo pieno d'amianto e l'intonaco che cade dal soffitto. Rivoglio il finto impegno e i comitati studenteschi, le assemblee e l'autogestione e le giornate dell'arte. Che razza di vita è questa gran melma dell'università? Noazemi | 17:52 | commenti (13) | permaloso
Studenz Revoluscion E dunque stamane mi sveglio prima del previsto aspettandomi la solita giornata uggioso-gelida. E invece no. L'azzurro del cielo mi si stampa sulla retina dopo due settimane e più di latenza. Ucchebello mi dico. Allora con calma decido per la mia solita colazione, acqua e sigaretta per intenderci. In un fiat sono pronta per uscire, appuntamento alle nove all'Ateneo. Dunque cerco di nascondere la mia solita cera da Cristo bizantino (colorito verdino con occhiaie da competizione) & brufolame premestruale con il solito dito di trucco, inforco i miei preclari occhiali da sole da rockstar, un cappotto decisamente fuori moda, cerco poi di strozzarmi con la sciarpa, ripesco dai meandri delle cose-utili-ma-dimenticate una mia vecchia borsa e scappo via. Ho la pessima idea di dirigermi verso il luogo dell'appuntamento per la strada che passa davanti alla Mutua Studentesca ove incontro la capessa dell'UDU Lingue, l'Ipercapa regionale e l'exragazzosedicenne di Ramona (il quale penso adesso ne abbia almeno diciassette di anni) i quali simpaticamente m'incaricano di andare in facoltà e bloccare la gente. Mah. E, per farla breve saltando il volantinaggio improvvisato davanti alla facoltà e altri ameni accadimenti, un'ora e mezza dopo parte 'sta benedetta manifestazione, foriera di incontri ben poco commoventi con vecchie e nuove conoscenze. E certo non si può negare la mia personale sfiga nel trovarmi sempre accanto in queste situazioni urlatori brufol'ingelatinati con spiccata cadenza paesana e umorismo scintillante nonchè voglia di fare del male a se stessi e gli altri. Poi, non so, atmosfera da Curva Nord Bari stadio S. Nicola partita Bari-Lecce con puzzolentissimi fumogeni rossi. Non lo so, mi ha lasciato l'amaro in bocca, oltre ad un simpatico mal di schiena tipico di questi eventi. E un senso di freddo nello stomaco. Evvivailcomunismoelalibertà. Noazemi | 21:30 | commenti (5) | permaloso
H L'ospedale, bella merda. Anche se sei ricoverata per una stronzata quale il raddrizzamento del setto nasale fa schifo lo stesso. E passarci il sabato sera in compagnia forse ti può aiutare ma riuscirà sicuramente a gettare le tue amiche nel panico. Povera bimba costretta in un pigiama troppo caldo su un letto freddo sotto la luce spettrale di un neon. E gli scherzi e le risate del Tenente Giuffrè della caserma Picca che chiama da una cabina perchè ha trovato quaranta centesimi dentro. E ridere e imitarsi nel reparto vuoto di neurochirurgia e fumare cercando di avere acqua mia omonima da una tecnologica macchinetta mentre altri degenti in pigiama parlano fumano e passano in barella. E il reparto di cardiochirurgia vascolare vuoto, chiuso, nel silenzio un bip bip dei tasti di un cellulare che ci gela perchè sembra altro. Mentre fuori cade l'intera riserva idrica del mondo e a me sembra di aver preso la patente nautica anzichennò; l'omino meteorologico ha deciso che piove sempre dopo il tramonto. E io mi sento la febbre e uscita di lì trangugio alcool per farmela passare. Cercando di farmi passare dalla bocca l'amaro del mio sangue. edit del 15-11 N.B.: Il naso non è il mio, è quello di un'amica! Noazemi | 15:29 | commenti (9) | permaloso
Ermetismi E forse un giorno anch'io potrò essere orgogliosa di me.
poi ti mangerò Noazemi | 17:51 | commenti (5) | permaloso
Come ho già detto più volte io non so guidare, ok, e il fatto che il mio esame pratico per la patente sia sabato è un problema. Altro problema è Samuel, ovvero il mio istruttore, che non sa insegnare e pensa a dire cazzate sui Depeche Mode e sui bonsai e sulla birra e sui locali. E puzza di arbre magique. E quindi io mi aggiro per la città con la macchina di mio padre cercando di mantenere la destra e la mia corsia e dare la precedenza ai pedoni e altre amenità, ritrovandomi poi sorpassata da destra e sinistra magari contemporaneamente e sommersa da fiotti scroscianti di clacson noncuranti della gigantesca P sul lunotto. Ma in fondo è risaputo che questa è una città di incivili e che la precedenza è un'opinione, anzi, una pessima opinione. Noazemi | 20:27 | commenti (5) | permaloso
Sull'epifania di Gigi Gomma Vi è dunque un gran mistero che circonda l'esistenza di questa città. Ovvero come possa la presenza fisica delle cose diventare evanescente tutt'ad un tratto. Ad esempio prendiamo l'Esserci (dasein) del sunnominato soggetto. Uno studioso può incontrarlo, nell'arco della stessa sera, in quattro posti differenti che noi per comodità scientifica chiameremo Pellicano, Taverna del Maltese, Piazza Ferrarese e Storie. Noazemi | 15:50 | commenti (16) | permaloso
Le parole sono senza senso e si fanno dimenticare Pensavo che forse è l'ora solare a portare tutta sta melassa malinconica in giro per le strade. Oggi erano le due e mezza e stavo correndo verso la mia lezione già iniziata da dieci minuti e ho cominciato a pensare, insomma a farmi quella che si suol dire una sega mentale. Al solito le sventure hanno incominciato ad accavallarsi nel mio cervellino. Sono apparse immagini di morte & distruzione in quest'ordine: Noazemi | 18:28 | commenti (12) | permaloso
Faghin tristeza ebbene mi è stato attaccato questo modo di parlare. Chemmerda avere gli amici lontani. Dico io, se l'italia non si sviluppasse per il lungo ma formasse una circonferenza non chiusa basterebbe prendere un picciol traghetto e ci si vedrebbe. Ma purtroppo è andata così, che poi alla fine quando arriva il treno si piange e si ride insieme (e non si commenti "non sono un frignone io" perchè piangere fa bene ai nervi ed è anche bello che si pianga per salutarsi occhei?). E ora penso alla tristezza che sarà domani mattina svegliarsi senza due bei tipini che ti contendono cesso e computer (e sigarette) e a cui vuoi tanto tanto bene e che sono riusciti a rallegrare le melassose giornate di festa autunnale (nonostante il tempo dimmerda). Buh, non so. Non mi viene niente di liricheggiante ora come ora, sarà che sono stanca e un po' triste, e forse è meglio così. (ma io che sono dura ci sto facendo il callo a 'sta storia di partire-vedersi-stare bene-ripartire [bugia, anzi PIM!]) N.B.: Non c'è nessuna frase con il passato remoto in questo post! Noazemi | 00:43 | commenti (9) | permaloso
En passant Ah, ho poco tempo. Seba si fa la barba, MIKI legge le mie poesie di prima liceo steso sul letto cum-sigaretta-in-bocca e tra un po' dobbiamo uscire. Nel frattempo scarico le foto di ieri sera (uuu, concertone di alouìn, a-a). Bah, che palle sto tempo di merda, non gira nessuno, mi sembra davvero una domenica d'inverno ed invece è lunedì e fa pure caldino. Un giorno magari raccontero com'è andata ma mo non mi va. cià cià Noazemi | 16:46 | commenti (2) | permaloso
|
linxCamere Separatefreakgirl Fumo[D]oppio Giopope Graceland Jellona Kermit LaBlog080 LamerdA le Malvestite Marco Rizzo PAdC Sergio TheLegs Udulì VeniteMangiati Zagherro photoblogtempi andatioggi
settembre 2008 agosto 2008 luglio 2008 giugno 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 --- 2007 --- --- 2006 --- --- 2005 --- --- 2004 --- dadaciarpamebottonistica
gentaglia*loading*
|