lunedì, marzo 28, 2005

Destroy
(Ionian cough)

Ho sempre sinceramente detestato le gite fuori porta sin dalla più tenera età. Diciamo che adesso le tollero relativamente, solo perché non litigo con i miei genitori ma con i miei amici più o meno coetanei. Ho due ore scarse di sonno, il cambio di ora alla fine ha avuto lo stesso effetto di un repentino ritorno dalle Indie Occidentali e stanotte i miei occhi non avevano davvero voglia di chiudersi e la levataccia (inutile per altro) di stamane non mi ha aiutata a recuperare. Ho la voce di un portuale, i capelli freddi e umidicci, il naso tappato e i pantaloni incrostati di fango secco, tutti risultati della simpatica pioggia che se pure quest'estate se ne escono con la siccità li uccido. Mi brucia il mascara che sta lì dalle otto meno un quarto di stamattina. Ho fatto la hippie per quanto ho potuto, per il resto ho subìto freddo & acqua & grida, nonché la corte da ragazzino del fratellino di Gaia (messa male davvero, se piaccio solo ai tredicenni). Ho ascoltato le stesse canzoni che sempre si ascoltano. Ho percorso la Puglia in lungo e in largo apprezzando i praterelli in stile brughiera inglese a solo uso e consumo delle vacche nostrane, per niente abituata al connubio grigionuvola/verdexp. Ho visto due mari, ho visto tre regioni dallo stesso posto e l'ILVA. Ed è più bello l'Adriatico, per lo meno è dal lato giusto.
Perché il primo maggio non restiamo a casa?

Noazemi | 23:19 | commenti (12) | permaloso



 

venerdì, marzo 25, 2005

Interludio paralirico
(pullulare di estetismi dannunziani al cazzo)

 Sopravvissuta ad un'orrenda indigestione di fritturame
Si programma per lunedì nel freddo di una piazzöla. Poscia a triturarsi gl'intestini faccia a faccia col Nostro Mar carco di brezza aulente ma neanche troppo. Discuter d'amabili donzelle e dei loro prematuri pargoli, nonché d'assurde nomazioni della nostra futura pröle. Mastro Inverno ancora stringe le grinfie, affonda i canini nel collo della luna piena.
Di giorno odo fringuellar d'augelli.

Noazemi | 01:25 | commenti (11) | permaloso



 

domenica, marzo 20, 2005

 No, era solo un Baileys
(quando i neuroni connettono strani)

C'era una volta un tizio che non si chiamava Constantine ma John. Aveva la faccia di Keanu Reeves ed era convinto di vedere i demoni, che però avevano tutti la faccia di Hugo Weaving e cercavano di conquistare il mondo.  Poi arrivava un tizio nero pelato che gli dava due pillole a forma di supposta. E John cominciava a sputare sangue e a rinchiudere gli agenti Smith in specchi che poi si rompevano al contatto con la luce solare (anche se a me non pare poi così brutta). Così conosceva due gemelle, di cui una era morta suicida e l'altra era paranoica, anche se le due in realtà erano la stessa attrice che si chiamava Norman Bates. La gemella morta si era suicidata con un coltellaccio sotto la doccia, per intenderci. E l'altra, che poi era la stessa persona ma credeva anche di essere sua madre, non si capisce come era ancora viva e cercava di baciare John per tutto il film senza riuscirci, anche perché lui non aveva preso la pillola blu, per cui era alquanto impotente (e non gli andava neanche di pomiciare, a che servono i preliminari se non ci sono i postliminari?). E in mezzo a tutto ciò c'era un tizio che camminava tra le mucche e le mucche morivano. Dopodiché Trinity vedeva il tramonto e moriva impalata, e parlava a John nonostante avesse i polmoni e il cuore perforati. Ma tanto lui vedeva i morti e i demoni e gli angeli quindi che problema c'è? Alla fine lui si tagliava le vene perché la storia era troppo complicata da leggere, ma non moriva perché, il furbone, non sapeva che per fare uscire il sangue senza che i tagli si rimarginino li doveva immergere in acqua calda. Quindi si dava alla dipendenza da gomme da masticare alla cannella.
[Fugazi - I'm so tired]

Noazemi | 23:59 | commenti (5) | permaloso



 

lunedì, marzo 14, 2005

 Printemps
(when all soldiers lay their weapons down)

Grande tema di questi giorni. Una settimana fa combattevo con grandine e vento siberiano, oggi ho smesso il mio leggendario montone e gli altrettanto leggendari anfibi rosa. Sui balconi di casa fioriscono giacinti e ciclamini, i passeri decostipati cagano cinguettando sulle lenzuola stese e nel frattempo cercano una compagna con cui procreare, il sole accieca varia umanità tra cui me che sono diventata dipendente dagli occhiali da sole. E qui si giunge alla originalissima conclusione che non esistono più le mezze stagioni. Ma, strozate a parte, e a parte anche mie esperienze splatter con uno dei miei buchi alle orecchie, camminare con le scarpe da ginnastica è davvero più comodo che trascinare anfibi. Ciò che mi chiedo è: perché nella mia facoltà sembra sempre dicembre inoltrato anche se fuori il mondo sembra un quadro di Van Gogh?
Ma in fondo a me la primavera piace relativamente, perché sono alternativa.

Noazemi | 22:29 | commenti (22) | permaloso



 

sabato, marzo 12, 2005

C'è grossa grisi



Ohibò!
In una delle mie solite crisi depressive da pigra studente universitaria del primo anno che non sa che cazzo fare della sua vita, mi sono ritrovata a pensare un po' di roba. Fondamentalmente che faccio parte di una razza in via di estinzione, gli umanisti. No! Non gli umanisti quelli pazzi che dicono che l'uomo è superiore e gli animali devono tutti morire perché fanno schifo. Gli altri umanisti. Insomma, il contrario degli scienziati, o almeno così dicono, anche se io non sono propriamente d'accordo. Che poi non è che siamo proprio in via d'estinzione, ma in via di screditamento sì. Un mio trenta e lode vale di meno di un venticinque preso, chessò, a fisica? Certo che sì, tanto 'cazzo ci vuole a parlare di estetica o di letteratura italiana. 'Cazzo ci vuole a imparare il tedesco. Vuoi mettere a confronto con un bell'esamone di analisi? Insomma, la sparutaggine d'iscritti e l'ancora più sparutaggine di gente che passa gli esami è vista come una forma di prestigio. Seh. Ordunque che fare? Perseverare verso la disoccupazione becera mancando io di competenze tecniche e specialistiche che tanto fanno piacere all'aziendalismo attuale? Suicidarmi per indigestione di canditi? Passare ad una facoltà che non mi piacerà giammai ma che dicono che mi farà trovare un sacco di lavoro e poi invece non sarà così? La scienza non può risolvere tutto, stupidi figli del positivismo.

Noazemi | 12:20 | commenti (13) | permaloso



 

martedì, marzo 08, 2005

Shiny boots of leather
(c'ho le meglio chiavi di ricerca)

A parte quelle del mese scorso, che erano venticinquemila e su tutte vincevano bone le valchirie, leninisti gentili e, apoteosi delle chiavi, siccome mi sono rotta i coglioni si faccia avanti il prossimo cacacazzo (donna, tu sei davvero un genio, non sai quanto avrei voluto usarla io), della quale tra l'altro sono l'unico risultato non capisco sulla base di cosa, siamo solo all'otto [a proposito, tra le tante cose che odio c'è questa idiotissima festa, lettore avvisato mezzo cazzato] e già le Statistiche Brillanti pullulano di ridicolaggini. Eccone appunto un estratto.
bagnata slip pantaloni gonna ragazzino: il solito maniaco?
donne col cazzo: transessuali
filmati di animali ramarro: se lo trovi fucsia a pois verdi mi avvisi?
foto demenziali e sceme: ne ho quante ne vuoi, basta chiedere
gibbone animale foto: ce l'ho, Alessio in gita a Ravenna a cavalcioni su un leone di pietra!
il congiuntivo in analisi logica: è predicato verbale
lamerda :vedi: beh
portacenere per sigarette: se no portacenere per cosa?
sito dove cartoni scemi si ammazzano: sei geniale, davvero
sputare francese: no, non è éputer come molti penserebbero, è cracher
togliersi shox: qualcosa di molto simile ad un attacco NBC
torture al cazzo: eh?

futilmente: il mio frigorifero del salotto è sul frigidaire contest, nonostante certa gente cerchi di rivendicarne la proprietà

Noazemi | 12:20 | commenti (13) | permaloso



 

venerdì, marzo 04, 2005

Hunger Strike
(sticazzi)

Che strano che la gente dorma
.
Forse è vero che essere intrappolati nella società dello spettacolo porta ognuno di noi a fissarsi con canzoni idiote. Ho visto il video di Imperium su Rock TeeVee. Ho bisogno di andare a cinema. In realtà è più qualcosa di non-fisiologico, ho quattro ticket della shockard che scadono il trentuno, quattro film a due euri cadauno e nullo tempo per andarci. Tra l'altro me li sono guadagnati, sono stata un'ora e un quarto in fila al freddo il giorno del mio compleanno deprimendomi ed ascoltando un tale amico di una tale che gli faceva paranoie sul fumo, e io le fumavo in faccia per ripicca, maledetta rompicoglioni, perché se hai i capelli lisci e un sorriso carino non è che sei autorizzata a sindacare su qualunque cosa. E le fighette con i capelli a pulcino. Che odio. Insopportabili quanto l'aserisc* del cazz* che fa tanto politically correct a 'sta minchia. Basta avere un faccino pulito e un paio di tette importanti per farsi strada nella vita e farsi volere bene? Occhei, 'fanculo, prenderò il vicolo cieco e mi ci farò una casa.
Odio la gente innamorata.

Noazemi | 14:56 | commenti (18) | permaloso



 

martedì, marzo 01, 2005

Cervello congelato e doppia panna
("vabbè che noi al sud appena vediamo un freezer aperto gridiamo alla bufera!"  © MickyVai)
Stamane, in orario non proprio mattiniero, ma in fondo erano le undici e mezza, mi dirigevo verso la mia augusta facoltà per assistere ad una simpatica lezione di tedesco che non c'era o per lo meno per vedere se si avevano idee più chiare riguardo all'orario delle lezioni. Fatto sta che mentre camminavo col naso che tagliava il vento, quel freddo che ti fa venire i crampi alle mani, mi rendo conto che non ho sempre le allucinazioni né è la mia vista che comincia davvero a dare forfait. Sì, stava nevicando a fiocchettini piccini piccini che neanche arrivava a terra. Io per la neve sono come i bambini che si incantano e sorridono a guardarla. Perché mica è così frequente, eh. E poi è bella da vedere anche se subito è già acqua.
Possibili motivi? In primis io che vado a lezione di mia quasi spontanea volontà. Evento strano, anzichennò. In secundis, gli HalflighT suonano sesuàr. Altro evento strano. E allora, uocciuuèdi uocciuuèdi uocciuuèdiffò?

Noazemi | 15:33 | commenti (18) | permaloso



 

photoblog

dada


Per lanciare un manifesto bisogna volere: A, B, C, scagliare invettive contro 1, 2, 3, eccitarsi e aguzzare le ali per conquistare e diffonder grandi e piccole a, b, c, firmare, gridare, bestemmiare, imprimere alla propria prosa l'accento dell'ovvietà assoluta, irrifiutabile, dimostrare il proprio non-plus-ultra e sostenere che la novità somiglia alla vita tanto quanto l'ultima apparizione di una gallina dimostri l'essenza di Dio.
Scrivo un manifesto e non voglio niente, eppure certe cose le dico, e sono per principio contro i manifesti, come del resto sono contro i principi (misurini per il valore morale di qualunque frase). Scrivo questo manifesto per provare che si possono fare contemporaneamente azioni contradittorie, in un unico refrigerante respiro; sono contro l'azione, per la contraddizione continua e anche per l'affermazione, non sono nè favorevole nè contrario e non dò spiegazioni perchè detesto il buon senso.
DADA non significa nulla.
Se lo si giustifica futile e non si vuol perdere tempo per una parola che non significa nulla. Il primo pensiero che ronza in questi cervelli è di ordine batteriologico: trovare l'origine etimologica, storica, o per lo meno psicologica. Si viene a sapere dai giornali che i neri Kru chiamano la coda di una vacca sacra DADA. Il cubo e la madre di non so quale regione italiana: DADA. Il cavallo a dondolo, la balia, doppia conferma russa e romena: DADA . Alcuni giornalisti eruditi ci vedono un'arte per i neonati, per altri santoni, versione attuale di Gesùcheparlaaifanciulli, è il ritorno ad un primitivismo arido e chiassoso, chiassoso e monotono. Non si può costruire tutta la sensibilità su una parola, ogni costruzione converge nella perfezione che annoia, idea stagnante di una palude dorata, prodotto umano relativo.
L'opera d'arte non deve rappresentare la bellezza che è morta. Un'opera d'arte non è mai bella per decreto legge, obiettivamente, all'unanimità. La critica è inutile, non può esistere che soggettivamente, ciascuno la sua, e senza alcun carattere di universalità. Si crede forse di aver trovato una base psichica comune a tutta l'umanità? Come si può far ordine nel caos di questa informa entità infinitamente variabile: l'uomo? Parlo sempre di me perché non voglio convincere nessuno, non ho il diritto di trascinare gli altri nella mia corrente, non costringo nessuno a seguirmi e ciascuno si fa l'arte che gli pare. Così nacque DADA da un bisogno d'indipendenza. Quelli che dipendono da noi restano liberi. Noi non ci basiamo su nessuna teoria. Ne abbiamo abbastanza delle accademie cubiste e futuriste: laboratori di idee formali: forse che l'arte si fa per soldi e per lisciare il pelo dei nostri cari borghesi? Le rime hanno il suono delle monete. Il ritmo segue e il ritmo della pancia vista di profilo.
Tutti i gruppi di artisti sono finiti in banca, cavalcando differenti comete. Una porta aperta ha la possibilità di crogiolarsi nel caldo dei cuscini e nel cibo. Il pittore nuovo crea un mondo i cui elementi sono i suoi stessi mezzi, un'opera sobria e precisa, senza oggetto. L'artista nuovo si ribella: non dipinge più (riproduzione simbolica e illusionistica) ma crea direttamente con la pietra, il legno, il ferro, lo stagno, macigni, organismi, locomotive che si possono voltare da tutte le parti, secondo il vento limpido della sensazione del momento.
Qualunque opera pittorica o plastica è inutile; che almeno sia un mostro capace di spaventare gli spiriti servili, e non la decorazione sdolcinata dei refettori degli animali travestiti da uomini, illustrazioni della squallida favola dell'umanità .Un quadro è l'arte di fare incontrare due linee, parallele per constatazione geometrica, su una tela, davanti ai nostri occhi, secondo la realtà di un mondo basato su altre condizioni e possibilità. Questo mondo non è specificato, né definito nell'opera, appartiene alle sue innumerevoli variazioni allo spettatore.
La spontaneità dadaista.
L'arte è una cosa privata. L'artista lo fa per se stesso. L'artista, il poeta, apprezza il veleno della massa che si condensa nel caporeparto di questa industria. È felice quando si sente ingiuriato: una prova della sua incoerenza. Abbiamo bisogno di opere forti, dirette e incomprese, una volta per tutte. La logica è una complicazione. La logica è sempre falsa. Tutti gli uomini gridano: c'è un gran lavoro distruttivo, negativo da compiere: spazzare, pulire. Senza scopo nè progetto alcuno, senza organizzazione: la follia indomabile, la decomposizione. Qualsiasi prodotto del disgusto suscettibile di trasformarsi in negazione della famiglia è DADA; protesta a suon di pugni di tutto il proprio essere teso nell'azione distruttiva: DADA; presa di coscienza di tutti i mezzi repressi fin'ora dal senso pudibondo del comodo compromesso e della buona educazione: DADA; abolizione della logica; belletto degli impotenti della creazione: DADA; di ogni gerarchia ed equazione sociale di valori stabiliti dai servi che bazzicano tra noi: DADA; ogni oggetto, tutti gli oggetti, i sentimenti e il buio, le apparizioni e lo scontro inequivocabile delle linee parallele sono armi per la lotta: DADA; abolizione della memoria: DADA ; abolizione dell'archeologia: DADA; abolizione dei profeti: DADA; abolizione del futuro: DADA; fede assoluta irrefutabile in ogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneità: DADA.
(Tristan Tzara, 1918)









ciarpame








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Il Drago Mercurio


Il Togut


Sailor Marx


Charlie's Engels



















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