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Non ho voglia (ma proprio per niente) Sinceramente in questo momento avrei voglia di spaccare il naso a chi fa uso di emoticon, e poi di una sana sigaretta. Non ho assolutamente voglia di sentirmi le prediche di chi dice che fumare fa male, mi annerisce i polmoni, danneggia gravemente il mio bambino e chi mi sta intorno. Posso morire in pace? Tanto alla fine per te che io ci sono o no non fa differenza. Ci sarà sempre una formosa biondina pronta a sostituirmi non sapendo fare ciò che io sono ma per lo meno migliorando l'estetica del mio microcosmo con la sua bella presenza. Non ho voglia di sentirmi di aria solo perché ho le tette piccole e i capelli spettinati e una discreta massa cerebrale. Non ho voglia di guidare nel traffico fallocratico delle donne che sono geneticamente impedite. Non ho voglia di camminare su trampoli che millantano di essere scarpe, nè tantomeno di fare la panterona sul palco con quella roba ai piedi. E non ho più intenzione di farmi deridere mentre cerco di fare un ruolo drammatico riuscendo ad essere drammatica e profonda quanto Paperino. Ho voglia di tagliarmi i capelli e tingermeli di nuovo di viola. E fanculo alla bella presenza. Noazemi | 18:38 | commenti (30) | permaloso
Flour of our bag Ai mag.7 Tutti quella sera in stazione, nello scompartimento del treno che corre verso la notte infinita della follia, attraversando paesi perduti tra il loro disfacimento verso ostelli al neon case diroccate guide sgarbate livore sonno. Sapienza. Livore. E sonno. Sette neuroni condivisi tra le nuvole dei temporali levantini presi di petto nel Gran Castello M a rivaleggiare amicalmente. Sette stille di pazzia riprese nell'istantanea della loro esplosione cerebrale. Che prendevano appunti convulsamente Che vergavano agende di colori lisergici Che urlavano il loro disprezzo al Resto Del Mondo, e il Resto Del Mondo non capiva il loro grido avvoltolato come sogliola di pescheria in cartocci di giornale Che prendevano a cornate la loro Adolescenza pregando Numi per la Sua fine Che accoltellavano l'angoscia con il taglio delle loro lingue e non venivano presi sul serio neanche quando venivano presi Sette arti dello stesso Corpo Deforme, lo vedi, si è picchiato da solo e se la mano fa male all'altra mano fa male anche a se stessa e alla terza mano, la quarta, la quinta, le due gambe. Ma vedi che lecca le ferite e guarisce presto Per poi disperdersi in antri bui Pieni di buoi Non t'ama, pio bove Ma s'ama infestando le notti prefestive col suo salvifico morbo s'insinua nei geni, è fatto di geni Ode l'ode ancora una volta e ne loda l'arguzia Riscrive l'ode Migliaia di volte inquieta. Noazemi | 00:23 | commenti (23) | permaloso
Del declino degli U2 (and you give yourself away) Il mio maestro di teatro ha scritto un romanzo in cui il protagonista NON è lui. Si chiama With or without you e l'altro giorno alla presentazione ha suscitato atteggiamenti polemici in una simpatica e dolce signora sedicente collaboratrice di Dacia Maraini perché non aveva il titolo in italiano. Pretendeva che lo si traducesse. Mbah. Intanto ora me la sto ascoltando. Non la signora, la canzone. Mia madre dice che quando avevo due anni la ascoltavo alla radio e la cantavo a modo mio. Rockettara sin dalla tenera età. Quando io avevo due anni il mio maestro di teatro ne aveva ventidue e si lamentava dei fiorentini che non si affacciano alle finestre. Quando io avevo due anni gli U2 facevano canzoni meravigliose come questa. Perché da Pop in poi tutto ciò che fanno è inascoltabile/risibile? [Ah, stupido Mozilla, non conosci la parola risibile, eh?] Tipo, ora il mio fedele iPod rosa emette quell'accozzaglia di schifezze che è Vertigo. Ma perché? Che scopo ha riuscire a scrivere One e poi buttarsi giù così? Sembrano i Litfiba del dopo Pelù, con la differenza che piacciono ancora. Noazemi | 23:26 | commenti (18) | permaloso
Better than me (bruciori di gola) Boh. Non ho più l'età per lasciarmi andare al delirio politico e rimanere incolume. Decisamente, dopo le cinque ore della tarantola di ieri sono decisamente sfatta, anche se è sempre bello svegliarsi all'una la domenica e non avere nient'altro da dire. Tra l'altro il vento sembra portarsi via tutto ultimamente: onnipresente, veloce ed onnipervasivo. Passa attraverso le finestre chiuse quasi fosse l'urlo di un godzillone nascente dall'acque del Mare Nostrum, che mare poi non è. Questo smalto è in condizioni pietose. Noazemi | 22:52 | commenti (8) | permaloso
Nìke! (post politico da brava comunista) Emiliano bodyguard/rostro fa indietreggiare la folla e bacia le donne. Una faccia videoproiettata sul balcone di fronte e da questo deformata. Tutto il mondo è qui ed esulta sommessamente urlando un nome, un'antica parola che significa anche ![]() e il Dab mi chiede una sigaretta come ai vecchi tempi dopo la presa del Palazzo d'Inverno Noazemi | 01:11 | commenti (22) | permaloso
Never thought you'd habit (egocentrismi inadeguati vari) Un po' come la fine di Cicatriz. Che dopo dodici minuti e mezzo ti ci sei quasi affezionata come ad una nuova amica un po' strana che capisce perché sei così. E poi I've defeated e finisce. I dolori mestruali. Stare mezza giornata (nel mio caso) a letto perché non ce la si fa a isthemi. No more energy. E poi puff, spariti, spazzati via da un non-ciclo calcolabile. A undici anni piangevo ogni mese (ogni mese? ogni due settimane), poi dopo un lustro ho cominciato ad apprezzare. Sono una donna terribilmente uterina, quando andrò in menopausa sarà una tragedia folle. Però alla fine va bene anche così. Il fatto è che il tempo è impazzito. Esploso. No, non quello interiore, no. Quello calcolato. Quello ufficiale, giornimesianni, ore. Mi rendo conto di essere rimasta indietro rispetto alla mia età (del cazzo). Sono un ibrido orrendo tra un'adolescente diciassettenne che veste in maniera improponibile per épater les bourgeois e anche perché le piace e una sofisticata intellettuale ultraventenne (chi io?). Sì, forse. Preacher touch faith. Noazemi | 16:21 | commenti (7) | permaloso
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