Rivaluto i Rammstein per una canzone dark-depressiv-siamofighi, ovvero Mein Herzbrennt, suggeritomi dalla pregiata Lusi, compagna di germanistica ad oltranza. E ne approfitto per chiedere se qualcuno può fornirmi mp3, wav o aac dei Nach Lade, gruppo indie berlinese al cui concerto mi capitò di trovarmi un sabato sera post nottata precedente (ah, i gloriosi tempi del Goethe-Institut!). Sono davvero bravi. Finito l'angolino Verb- und erinnerungoso, si può notare come il Germanico Verbo abbia preso possesso della mia Parole (ah, già, ma io NON STUDIO AFFATTO linguistica) e poi comunque passare ad altro. Ma perché non continuare con la parte erinnerungosa, visto che la mia vita attuale è interessante come quella di un amante dei treni? Il concerto dei Nach Lade. La sera prima ero andata ad un Party di un mio compagno di classe in Friedrichshain per andare al quale non avevamo potuto prendere la U-Bahn, chissà per colpa della sbadataggine di chi (oddio ora ricomincerà con la cantilena del tucel'haicommè). Siamo arrivati primi e il tipo ospitante, performance arist ventitreenne gay comunista di Chicago, tira fuori una quantità d'alcool sovrumana mentre parla di quanto gli piaccia Tony Negri als Philosopher. Io scolo tre Berliner Pilsner in mezz'ora, e, dato il mio peso non propriamente consistente, mi ubriaco. Lo sbadatone che era con me racconta di un momento in cui io ero accovacciata a terra a seguire le linee delle mattonelle del pavimento, ma non è vero, non seguivo le linee delle mattonelle del pavimento. E siccome poi sarebbe troppo lunga da raccontare, mi fermo qui. Siamo tornati a casa alle 6,30, il sole era alto ma coperto dalle nuvole e pioveva leggermente. Il fatto che poi ci siamo svegliati alle 10,30 per fare il bucato è un puro dettaglio. Il concerto serale alla Kulturbrauerei è stato un'esperienza mistica. Anche i punkabbestia alla stazione della U-Bahn che picchiavano il treno.
Erratacò: Come il buon Keinnamenlos spiattella universis, il nome del gruppo è sbagliato. In realtà si chiamano Nachlader. Tale errore è dovuto alla mia incipiente durezza d'orecchi (eh, l'età l'età). I trentenni sono la rovina dell'esistenza.
Oggi mi sento in vena di massime. Tipo tutto il cosmo si riassume nel contesto, che chi non segua una mia determinata lezione non credo possa capire. La costruzione dell'ultima relativa era alquanto nebulosa. In ogni caso la vita procede piana, MEDIA direi. Infatti mi sto trasformando lentamente dall'elogio dell'imperfezione all'apoteosi della mediocrità. Forse è perché sono donna e studio lingue. Sì, è sicuramente così, mi devo abituare all'idea della morte imminente dei miei neuroncelli affogati tra risa gallinacee (oh, non è che poi mi prendo l'influenza?) per parole come ANCOLUTO. O cerealicoltura. Beh, comunque sia prima o poi se si è come me bisogna arrendersi ad annegare nella melma.
Sì, ok, però ci ho messo una settimana per fare questo venefico esame. Una settimana! Roba che ti viene voglia di spenderli quei millemila euro per cambiarti il cognome. Roba che quella S lì davanti non la vuoi più vedere (e che ti fa essere l'ultima dell'elenco nonostante ci siano V e Z, non si sa perché). Roba che in biblioteca ci sono le tue radici, ancora lì, per quanto tempo sei stata lì ad aspettare. Due palle che non finivano più. E crisi di panico annesse (ma precedenti al momento dell'appello). Intanto si apprezzino i (minimi) cambiamenti apportati alla struttura blogghicistica, che io nel frattempo elaboro post. Giuro che ricomincio eh.
In questo blog tutto (grafica, testi, foto), a meno che non sia specificato, è farina del mio sacco e quindi è sottoposto a
che vuol dire: prendete quello che volete, basta che diciate che è mio, non lo usiate per scopi commerciali e lo condividiate in questa stessa maniera.