domenica, novembre 27, 2005

Defeat
(it's oh-so-criptico!)

Giallo

Non è per ridere che hanno vinto gli dei della discoteca, occhi chiari demoniaci e vèstiti alla moda. Storie di prostituzione politica che fanno girare la testa all'inconsapevole (o per lo meno così pare) peripatetica. E rossi di rabbia gli altri si spaccano in un che-cazzo-vuoi ridondante, senza comprendere l'arte del compromesso. Reminiscenze da PCI. Dovremmo finire tutti in carcere, I suppose.
Laudato sie il diritto di voto sempiterno, il votante ignorante che vuole fare tendenza alsuopaese. I laccetti coloretti e cellulari al collo, midailnominativo echevuoi glizagnindiscoteca?
Palme intolleranti crescono nel Tropico Del Seggio e fuori fitta scende la pioggia inondante.
Laudata sie la sacrimmagine della Puttana Elettorale.

Noazemi | 13:52 | commenti (14) | permaloso



 

giovedì, novembre 03, 2005

Fett
(ist was ich zum Gemüse braten brauche)

Alla faccia di Arkeinnamenlos ho fatto scaricare i Nachlader a chi puote emule.
Ho delle scarpe nuove, ma un giorno diventerò come Paperino/Topolino/Dylan Dog che hanno l'armadio pieno di vestiti uguali.
Io ho la patente da quasi un anno e odio guidare. Ultimamente l'empatia animale per le strade è scesa sottozero. A prescindere dal traffico, che è sempre stato mostruoso e disumano. Almeno da una sessantina d'anni. Al volante ci si trasforma in mostri mangialamiere suonaclacson senza motivo. Uccidi la femmina alla guida. La femmina (alla guida) è un essere infimo e va schiacciato in quanto inadatto. Ma questa è storia vecchia.
Uno dei primi video di cui ho subito il bombardamento MTVoso alla teneranda età di undici anni è stato Bitter Sweet Symphony dei Verve, e chi se lo scorda lui che prende a spallate il mondo intero frequentante quattro isolati e la gente che millantava fosse non stato preparato. Era stato preparato, tutto. Però la nuova moda è di imitare quel video obsoleto (poiché privo di culi plump tremolanti) nel reale. E di seguito dare della maleducata alla vittima (1,68cm X 47 kg per chi non lo sapesse). Peccato non avere l'IPA a disposizione.
Ho sognato di compiere 20 anni e piangere tanto, quel 2 davanti mi fa impressione.

Noazemi | 22:08 | commenti (15) | permaloso



 

photoblog

dada


Per lanciare un manifesto bisogna volere: A, B, C, scagliare invettive contro 1, 2, 3, eccitarsi e aguzzare le ali per conquistare e diffonder grandi e piccole a, b, c, firmare, gridare, bestemmiare, imprimere alla propria prosa l'accento dell'ovvietà assoluta, irrifiutabile, dimostrare il proprio non-plus-ultra e sostenere che la novità somiglia alla vita tanto quanto l'ultima apparizione di una gallina dimostri l'essenza di Dio.
Scrivo un manifesto e non voglio niente, eppure certe cose le dico, e sono per principio contro i manifesti, come del resto sono contro i principi (misurini per il valore morale di qualunque frase). Scrivo questo manifesto per provare che si possono fare contemporaneamente azioni contradittorie, in un unico refrigerante respiro; sono contro l'azione, per la contraddizione continua e anche per l'affermazione, non sono nè favorevole nè contrario e non dò spiegazioni perchè detesto il buon senso.
DADA non significa nulla.
Se lo si giustifica futile e non si vuol perdere tempo per una parola che non significa nulla. Il primo pensiero che ronza in questi cervelli è di ordine batteriologico: trovare l'origine etimologica, storica, o per lo meno psicologica. Si viene a sapere dai giornali che i neri Kru chiamano la coda di una vacca sacra DADA. Il cubo e la madre di non so quale regione italiana: DADA. Il cavallo a dondolo, la balia, doppia conferma russa e romena: DADA . Alcuni giornalisti eruditi ci vedono un'arte per i neonati, per altri santoni, versione attuale di Gesùcheparlaaifanciulli, è il ritorno ad un primitivismo arido e chiassoso, chiassoso e monotono. Non si può costruire tutta la sensibilità su una parola, ogni costruzione converge nella perfezione che annoia, idea stagnante di una palude dorata, prodotto umano relativo.
L'opera d'arte non deve rappresentare la bellezza che è morta. Un'opera d'arte non è mai bella per decreto legge, obiettivamente, all'unanimità. La critica è inutile, non può esistere che soggettivamente, ciascuno la sua, e senza alcun carattere di universalità. Si crede forse di aver trovato una base psichica comune a tutta l'umanità? Come si può far ordine nel caos di questa informa entità infinitamente variabile: l'uomo? Parlo sempre di me perché non voglio convincere nessuno, non ho il diritto di trascinare gli altri nella mia corrente, non costringo nessuno a seguirmi e ciascuno si fa l'arte che gli pare. Così nacque DADA da un bisogno d'indipendenza. Quelli che dipendono da noi restano liberi. Noi non ci basiamo su nessuna teoria. Ne abbiamo abbastanza delle accademie cubiste e futuriste: laboratori di idee formali: forse che l'arte si fa per soldi e per lisciare il pelo dei nostri cari borghesi? Le rime hanno il suono delle monete. Il ritmo segue e il ritmo della pancia vista di profilo.
Tutti i gruppi di artisti sono finiti in banca, cavalcando differenti comete. Una porta aperta ha la possibilità di crogiolarsi nel caldo dei cuscini e nel cibo. Il pittore nuovo crea un mondo i cui elementi sono i suoi stessi mezzi, un'opera sobria e precisa, senza oggetto. L'artista nuovo si ribella: non dipinge più (riproduzione simbolica e illusionistica) ma crea direttamente con la pietra, il legno, il ferro, lo stagno, macigni, organismi, locomotive che si possono voltare da tutte le parti, secondo il vento limpido della sensazione del momento.
Qualunque opera pittorica o plastica è inutile; che almeno sia un mostro capace di spaventare gli spiriti servili, e non la decorazione sdolcinata dei refettori degli animali travestiti da uomini, illustrazioni della squallida favola dell'umanità .Un quadro è l'arte di fare incontrare due linee, parallele per constatazione geometrica, su una tela, davanti ai nostri occhi, secondo la realtà di un mondo basato su altre condizioni e possibilità. Questo mondo non è specificato, né definito nell'opera, appartiene alle sue innumerevoli variazioni allo spettatore.
La spontaneità dadaista.
L'arte è una cosa privata. L'artista lo fa per se stesso. L'artista, il poeta, apprezza il veleno della massa che si condensa nel caporeparto di questa industria. È felice quando si sente ingiuriato: una prova della sua incoerenza. Abbiamo bisogno di opere forti, dirette e incomprese, una volta per tutte. La logica è una complicazione. La logica è sempre falsa. Tutti gli uomini gridano: c'è un gran lavoro distruttivo, negativo da compiere: spazzare, pulire. Senza scopo nè progetto alcuno, senza organizzazione: la follia indomabile, la decomposizione. Qualsiasi prodotto del disgusto suscettibile di trasformarsi in negazione della famiglia è DADA; protesta a suon di pugni di tutto il proprio essere teso nell'azione distruttiva: DADA; presa di coscienza di tutti i mezzi repressi fin'ora dal senso pudibondo del comodo compromesso e della buona educazione: DADA; abolizione della logica; belletto degli impotenti della creazione: DADA; di ogni gerarchia ed equazione sociale di valori stabiliti dai servi che bazzicano tra noi: DADA; ogni oggetto, tutti gli oggetti, i sentimenti e il buio, le apparizioni e lo scontro inequivocabile delle linee parallele sono armi per la lotta: DADA; abolizione della memoria: DADA ; abolizione dell'archeologia: DADA; abolizione dei profeti: DADA; abolizione del futuro: DADA; fede assoluta irrefutabile in ogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneità: DADA.
(Tristan Tzara, 1918)









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Il Drago Mercurio


Il Togut


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