giovedì, gennaio 26, 2006

Kiss the Genius
(Peggio per voi gente, stasera niente autografi)

Radici. Pezzi di estremità che si allungano nel pavimento creando l'effetto kampecio, come dice Frau Yeti mentre ci fa perdere tempo. La Maledizione della scheda che si perpetra anno dopo anno (mese dopo mese) e che non permette che essa venga trovata in tempo utile in modo da non farmi sembrare una millantatrice di crediti ottenuti.
Una fototessera che sembra di un'altra donna. Scura, dai capelli scompigliati, naso adunco e pelle secca e un sorriso che illumina anche gli hangar.
Non credo che le amicizie da esame siano amicizie proficue, specie se instaurate con donne ansiose in procinto di sposarsi.
Ma nun ce sta nisciun.

Quando ho fatto dieci anni mi hanno detto gaffeggiando allegramente (ma tanto ero piccola, mai e poi mai avrei potuto capire) che mettere la seconda cifra davanti alle unità era un passo importante.
A dodici anni dicevano che stavo per entrare nel periodo più bello della mia vita. Niente da dire, insomma mi è anche andata particolarmente bene rispetto ad altri, però
col cazzo.
col cazzo che mi rifarei tutta l'adolescenza. tutte le prime cose che DOVEVO fare e che ora maneggio con sprezzatura. tutti quegli anni di scuola che sappiamo rappresentare Il Mostro maggiore. tutti i permessi che ho dovuto chiedere (e sono stati pochi davvero). tutti i brufoli che ho dovuto schiacciare. tutto il cibo che non ho voluto mangiare preferendogli la polvere.
Quasi vent'anni e sentirli nella schiena incriccata, nelle rughe accanto alla bocca perché ho anche riso molto e continuo a farlo grazie a
Quasi vent'anni e sentirsi vecchia ma tornare indietro mai e poi mai.

Splinder è diventato una Malefica Trappola Infernale.

Noazemi | 23:37 | commenti (13) | permaloso



 

lunedì, gennaio 16, 2006

Raccordo
(cioé, per l'appunto un post di raccordo pressoché inutile)


Comunicazione di servizio: il cambio di template provoca un cambio forzato della grafica. Ora, io non andrò neanche lontanamente a toccare i tremilacinquecentodue post scritti prima di questo. Fondamentalmente perché non mi va. Quindi non mi si dica "non c'è continuità grafica, non sta bene, bla bla bla". Quando ho iniziato questo blog mica c'erano tutte queste cianfrusaglie su splinder, e non ho intenzione di cambiare abilitando titoli ecc.


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Il primo giocatore di questo gioco (che non sono io) inizia il messaggio con il titolo (cioè lo intitola) "Cinque mie strane abitudini" (cosa che io non farò), poi sceglie 5 persone a cui passare il testimone. Le persone scelte, dovranno a loro volta scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini, e devono indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine, ognuno dovrà scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal (cioè effetto domino. catastrofico!). Non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice "sei stato scelto" (ammesso che accettino commenti) e ditegli di leggere il vostro.

1) La mia passione è sniffare la carta dei libri (di cui spesso stacco un pezzettino per masticarlo) e dei fumetti nuovi, ma anche la benzina degli Zippo, quella delle auto e la vernice. E l'odore di chiuso e muffa.

2) Un tempo i miei libri e quaderni erano codici miniati. Ora quando studio mi limito a porre in margine di pagina commenti ironici.

3) Il mio pollice destro ha un fantastico callo causato dal mio nervosismo da almeno quattro anni.

4) Non posso fare a meno di rompere i coglioni al prossimo.

5) Porto sempre un sacco di braccialetti tintinnosi nonché la leggendaria collana-del-gatto (quella con i campanelli) per poi vergognarmi del casino inverecondo che faccio.

Scarico il fardello a:
Enoa, che avrebbe un'enciclopedia da scrivere sul tema;
Giopope, giusto per farlo innervosire;
LamerdA, come sopra;
VincentVega, ché è un casino che non lo leggo e mi sento in colpa;
Undueppier, uno dei tre a caso che per primo si trovi a farlo oppure tutti e tre.

(GIO [& GRISBALDO]: non siete nominati perché se no il Grande Otre non saprebbe a chi farlo fare, quindi non rompete!)

Noazemi | 20:41 | commenti (28) | permaloso



 

sabato, gennaio 14, 2006

Gelb
(lamentationes)

Non credo.
Una volta ho visto un film deprimente e crudo, molto bello, si chiamava Igby goes down. Tra i coprimari c'erano un pittore che non dipingeva e una ballerina che non ballava.
Una
scrittrice
che
non
scrive.
Che sarei io.
L'assoluta vacuità dal mio pensiero si staglia sul foglio elettronico come un monito che dice
sei banale
ovvero il peggio che ci si può aspettare da un lavoro.
Ed è inutile continuare a dire che sono giovane e la mia elaborazione estetica è ancora immatura. Che sono epica quanto un cucchiaio di purè. I Veri Artisti anche da giovani sanno ciò di cui artificiandum est. E io sono una pappetta di simboli.
Davanti c'è solo der unsagbare Schwarz die Sterne.

Noazemi | 18:47 | commenti (9) | permaloso



 

giovedì, gennaio 12, 2006

Wirrwarr
(post idiota e privo di originalità)

Esami qui esami là, la simpatica sessione invernale si appropinqua. Per altro oggi ho scoperto un paio di centinaia di pagine di saggi di storia della letteratura tedesca in tedesco che devo tassativamente studiare. Arme me! Supereremo anche questa.
Prima, mentre mi concedevo un pasto fin troppo lauto per il regime a cui mi devo sottoporre (va bene smettere di non mangiare, ma cinque chili in cinque mesi sono davvero improponibili) ho visto uno spezzone di C.S.I. New York. Ora, dico io. Era più che risaputo che ci fosse anche questa serie ma. È giunto il momento di rivelare al mondo un'elucubrazione risalente ad anni addietro (rispetto ad ora).
C.S.I. Las Vegas, C.S.I. Miami e C.S.I. New York. [evitiamo tutte le possibili battute idiote sulla Comunità degli Stati Indipendenti e sul Consorzio Suonatori Indipendenti - ma Lindo è un nome o un cognome?]. Invece che perdere tempo in stupide ficscion con attori pessimi e trama alla Biutifùl, le quali per altro non rispecchiano la realtà. Invece che melense storie d'amore tra carabinieri, risdiparma e poliziotti non ci diamo al vero telefilm demenziale? Perché non C.S.I. Bari Vecchia? Certo che ci vorrebbe un bel cast, magari quello della serie originale. Me lo vedo Grissom che interroga la vecchietta che frigge le sgagliozze a San Nicola. Scene che tutti noi vorremmo vedere.
E grazie a Rubbie e Viviana per la simpatica chiacchierata sabatovespertina che portò a queste conclusioni. Ora non sarebbe più possibile. Per fortuna?

Noazemi | 22:25 | commenti (10) | permaloso



 

domenica, gennaio 01, 2006

Un Fiorino!
(chi siete? dove andate?)

All'una, appena sveglia dopo quattro ore scarse di sonno, incontro mio padre per casa.

Padre: Buongiorno
Io: <rantolo indistinto>
P: Avete giocato ieri?
Io:
P: E chi eravate?
Io: Eravamo io, Enoa, Sicuraz, neonemo, C., la sorella di C., il fidanzato della sorella di C, S., L. e A., P., un amico di P. e la ragazza dell'amico di P. [i nomi sono censurati a scanso di denunce, n.d.a]
P: E prima della mezzanotte chi eravate?
Io: Eravamo io, Enoa, Sicuraz, neonemo, C., la sorella di C. e il fidanzato della sorella di C
P: Ma avete giocato?
Io: Sì!
P: e dopo mezzanotte chi è arrivato?
Io: S., L. e A., P., un amico di P. e la ragazza dell'amico di P.
P: Ma avete giocato?
Io: SINE!!!
P: Vabbè, ho capito, con te non ci si può parlare.

Cominciamo davvero nel modo migliore.

Noazemi | 18:13 | commenti (19) | permaloso



 

photoblog

dada


Per lanciare un manifesto bisogna volere: A, B, C, scagliare invettive contro 1, 2, 3, eccitarsi e aguzzare le ali per conquistare e diffonder grandi e piccole a, b, c, firmare, gridare, bestemmiare, imprimere alla propria prosa l'accento dell'ovvietà assoluta, irrifiutabile, dimostrare il proprio non-plus-ultra e sostenere che la novità somiglia alla vita tanto quanto l'ultima apparizione di una gallina dimostri l'essenza di Dio.
Scrivo un manifesto e non voglio niente, eppure certe cose le dico, e sono per principio contro i manifesti, come del resto sono contro i principi (misurini per il valore morale di qualunque frase). Scrivo questo manifesto per provare che si possono fare contemporaneamente azioni contradittorie, in un unico refrigerante respiro; sono contro l'azione, per la contraddizione continua e anche per l'affermazione, non sono nè favorevole nè contrario e non dò spiegazioni perchè detesto il buon senso.
DADA non significa nulla.
Se lo si giustifica futile e non si vuol perdere tempo per una parola che non significa nulla. Il primo pensiero che ronza in questi cervelli è di ordine batteriologico: trovare l'origine etimologica, storica, o per lo meno psicologica. Si viene a sapere dai giornali che i neri Kru chiamano la coda di una vacca sacra DADA. Il cubo e la madre di non so quale regione italiana: DADA. Il cavallo a dondolo, la balia, doppia conferma russa e romena: DADA . Alcuni giornalisti eruditi ci vedono un'arte per i neonati, per altri santoni, versione attuale di Gesùcheparlaaifanciulli, è il ritorno ad un primitivismo arido e chiassoso, chiassoso e monotono. Non si può costruire tutta la sensibilità su una parola, ogni costruzione converge nella perfezione che annoia, idea stagnante di una palude dorata, prodotto umano relativo.
L'opera d'arte non deve rappresentare la bellezza che è morta. Un'opera d'arte non è mai bella per decreto legge, obiettivamente, all'unanimità. La critica è inutile, non può esistere che soggettivamente, ciascuno la sua, e senza alcun carattere di universalità. Si crede forse di aver trovato una base psichica comune a tutta l'umanità? Come si può far ordine nel caos di questa informa entità infinitamente variabile: l'uomo? Parlo sempre di me perché non voglio convincere nessuno, non ho il diritto di trascinare gli altri nella mia corrente, non costringo nessuno a seguirmi e ciascuno si fa l'arte che gli pare. Così nacque DADA da un bisogno d'indipendenza. Quelli che dipendono da noi restano liberi. Noi non ci basiamo su nessuna teoria. Ne abbiamo abbastanza delle accademie cubiste e futuriste: laboratori di idee formali: forse che l'arte si fa per soldi e per lisciare il pelo dei nostri cari borghesi? Le rime hanno il suono delle monete. Il ritmo segue e il ritmo della pancia vista di profilo.
Tutti i gruppi di artisti sono finiti in banca, cavalcando differenti comete. Una porta aperta ha la possibilità di crogiolarsi nel caldo dei cuscini e nel cibo. Il pittore nuovo crea un mondo i cui elementi sono i suoi stessi mezzi, un'opera sobria e precisa, senza oggetto. L'artista nuovo si ribella: non dipinge più (riproduzione simbolica e illusionistica) ma crea direttamente con la pietra, il legno, il ferro, lo stagno, macigni, organismi, locomotive che si possono voltare da tutte le parti, secondo il vento limpido della sensazione del momento.
Qualunque opera pittorica o plastica è inutile; che almeno sia un mostro capace di spaventare gli spiriti servili, e non la decorazione sdolcinata dei refettori degli animali travestiti da uomini, illustrazioni della squallida favola dell'umanità .Un quadro è l'arte di fare incontrare due linee, parallele per constatazione geometrica, su una tela, davanti ai nostri occhi, secondo la realtà di un mondo basato su altre condizioni e possibilità. Questo mondo non è specificato, né definito nell'opera, appartiene alle sue innumerevoli variazioni allo spettatore.
La spontaneità dadaista.
L'arte è una cosa privata. L'artista lo fa per se stesso. L'artista, il poeta, apprezza il veleno della massa che si condensa nel caporeparto di questa industria. È felice quando si sente ingiuriato: una prova della sua incoerenza. Abbiamo bisogno di opere forti, dirette e incomprese, una volta per tutte. La logica è una complicazione. La logica è sempre falsa. Tutti gli uomini gridano: c'è un gran lavoro distruttivo, negativo da compiere: spazzare, pulire. Senza scopo nè progetto alcuno, senza organizzazione: la follia indomabile, la decomposizione. Qualsiasi prodotto del disgusto suscettibile di trasformarsi in negazione della famiglia è DADA; protesta a suon di pugni di tutto il proprio essere teso nell'azione distruttiva: DADA; presa di coscienza di tutti i mezzi repressi fin'ora dal senso pudibondo del comodo compromesso e della buona educazione: DADA; abolizione della logica; belletto degli impotenti della creazione: DADA; di ogni gerarchia ed equazione sociale di valori stabiliti dai servi che bazzicano tra noi: DADA; ogni oggetto, tutti gli oggetti, i sentimenti e il buio, le apparizioni e lo scontro inequivocabile delle linee parallele sono armi per la lotta: DADA; abolizione della memoria: DADA ; abolizione dell'archeologia: DADA; abolizione dei profeti: DADA; abolizione del futuro: DADA; fede assoluta irrefutabile in ogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneità: DADA.
(Tristan Tzara, 1918)









ciarpame








1.



Il Drago Mercurio


Il Togut


Sailor Marx


Charlie's Engels



















bottonistica


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