Per la serie "guardate com'ero brava un tempo", direttamente dai meandri del pc un pezzo di racconto di una delle solite serate, scritto prima che diventassi il molliccio grasso e pieno d'amore che sono. E qui si pone la vexata quaestio (mamma mia che acconciatura, chiamate delle squadre di coiffeurs!): meglio il talento o l'amore ciccinoso? Secondo me è meglio l'amore ciccinoso, il talento lo si può sempre ripescare dal cilindro quando si vuole, se c'è.
Come al solito il mio cellulare era svanito nel nulla. Ed eroin tremendo ritardo, come al solito. A volte, per quanto tu cerchi di scrollarti di dosso una determinata fama,sembra che un nume ti si accanisca contro per permetterti di conservarla, per non scombinare la trama che gli eventi dovranno comunque seguire. Nel caos primordiale della mia casa buttavo per terra vestiti dalle sedie e dai tavoli per trovare quel piccolo malefico oggetto utile solo per dare fastidio. Alla fine lo scovai nascosto sotto quella che un tempo era stata una pila di libri, lo buttai nella borsa che ciondolava dalla mia spalla, contemporaneamente cercando le chiavi per chiudere la porta. Non avevo affatto voglia di uscire, oppure l'avevo, in quel misto di concetti che il caldo e l'ozio ti costringono a sopportare. Fuori era buio da un po' e le strade sembravano sporche. In effetti erano davvero sporche, ma d'estate lo sporco si diffonde e tutto sembra sporco, anche più di quello che è. Poche automobili rispetto alla normalità si aggiravano per il centro e io mi affannavo verso la stazione aspettandomi già il pippotto ironico sul concetto di puntualità. E così fu, una volta davanti alle Calabro_Lumache, mentre salutavo i compagni di una vita chioccianti. Dopo i convenevoli da copione, si passò alla fase più difficile: dove si va? -Andiamo all'arabo, disse Giovanna. -A bere l'assenzio, propose il neo-bohémien Luigi, non rendendosi conto che uno stucchevole liquore iperlcolico non avrebbe fatto altro che peggiorare la nostra sudorazione. Alla fine optammo per la soluzione più ovvia, buttarsi in Città Vecchia a malignare sulla generazione fashion che la frequenta e seguire l'ispirazione del momento per la scelta del locale. La carovana si avviò festante, Luigi che fumava una sigaretta autoprodotta dopo l'altra, Giovanna che rideva sarcasticamente, Cristina e Claudia che parlavano di Università, io Sergio e Camilla in ultima fila in silenzio. -Beh oh, 'sti esami? Come sono andati?
Ordunque si diceva, non è più il tempo per gli sproloqui, neanche se vengono da un file intitolato "cazzsacc". Il momento è prossimo, in cui tornerò alla scrittura su carta o comunque non sbandierata (onde evitare creazioni di fan clubs). Fatto sta che si invecchia, e quando gli ormoni impazziti e la nicotina lasciano il nostro sangue per lasciare posto a sane dormite e stimoli intellettuali seri (mi rendo conto che fino al diploma non dormivo praticamente mai), cade l'ispirazione. Afasia di Hoffmanstaliana memoria (grazie Markeritha) o semplicemente pigrizia? Io sono una germanista dannatamente pigra. E buonanotte.
Il fatto è che se non ho più neanche la possibilità di un pranzo a casa, figuriamoci di un post. Le rughe accanto ai miei occhi, comunemente appellate zampe-di-gallina sprofondano nella pelle causa trucco sempiterno e lezioni ininterrotte. Il semestre sarà lungo, e come ben si sa ho ottimi motivi per non scrivere sul bbblogg, primo fra essi che non so più scrivere e difetto di ispirazione. Potrei postare i miei esercizi sulle lettere commerciali in tedesco (utili soprattutto per chi, come me, studia letteratura), ma forse è meglio di no per la sanità mentale di tutti. Più che altro domani ho sei ore senza pausa dalle 8,30 e quindi sarebbe bene buttarmi nel letto a finire il libro che sto leggendo. Ed è superfluo dire che non è in traduzione. Il francese fa schifo.
In questo blog tutto (grafica, testi, foto), a meno che non sia specificato, è farina del mio sacco e quindi è sottoposto a
che vuol dire: prendete quello che volete, basta che diciate che è mio, non lo usiate per scopi commerciali e lo condividiate in questa stessa maniera.